Vivere due vite inseguendo il sogno di volare

E’ una storia complessa. A distanza di 10 anni dal primo lancio militare, 26 luglio 2007, oggi sono qui a raccontarvi come i sogni possono diventare obiettivi e traguardi da raggiungere.

Tutto ebbe inizio nel 2006 quando durante le selezioni per accedere al VFP4 (volontari fermi prefissata 4 anni) scelsi come specialità la Folgore, i paracadutisti. Molti amici e commilitoni di allora non avrebbero scommesso un euro sulla mia possibilità di diventare un paracadutista e guadagnarmi il famigerato basco amaranto. Si sbagliarono, l’anno successivo, 8 agosto 2007, dopo aver superato l’addestramento mi brevettai. 5 lanci militari vincolati, quattro dal C130 Hercules su Altopascio (LU) ed uno, il secondo per l’esattezza, come primo paracadutista alla porta dal Dornier Do 228 a Tassignano (LU).

Lanci indimenticabili che mi regalarono un’emozione ed una esperienza che ancora oggi cullo dentro di me e che rivivo spesso con gli amici e commilitoni di allora. Il primo lancio non si scorda mai, è un colpo di fulmine, che sia una lancio civile o militare poco importa, importa ciò che ti regala.

Dopo pochi mesi dal brevetto interruppi il “fidanzamento” con la brigata paracadutisti Folgore, è sempre stato un rapporto turbolento il mio, di odio/amore, ma proprio per questo era sincero, viscerale e leale, la Folgore è un reparto che da tanto e chiede tanto. Quando si prova amore bisogna essere leali e saper dire basta quando le cose non vanno, ho preferito lasciare a testa alta ed essere onesto con me stesso, non si può essere parà a metà. E’ un rischio per se stessi e per chi si affida a te, ne ho conosciuti di “cani morti” e tutto avrei voluto essere fuori che come loro.

L’incidente in moto pochi mesi dopo il congedo

Sabato, 23 febbraio 2008, 24 anni, lesione midollo spinale, carrozzina.

Non basterebbe un libro per raccontare quanto un secondo, la distrazione di un pensiero gioioso, “raccontare al tuo miglior amico, che non è potuto venire con te in moto, le sensazioni e le emozioni della moto nuova” possa mutare radicalmente il percorso di una vita. Ho avuto la fortuna di poter ricominciare. Una nuova vita, un nuovo corpo, la stessa voglia di inseguire i sogni.

A distanza di poco meno di due anni dal primo lancio, con le mie condizioni fisiche notevolmente cambiate il sogno di tornare in aria era rimasto immutato. Dopo varie richieste e molte porte chiuse in faccia, grazie a Walther Idra, allora capocentro dell’aviosuperficie di Molinella ed Enrico Cosaro, istruttore paracadutista, si realizzò di nuovo il sogno di volare.

Enrico e Walther sono stati coloro che hanno dato forma, energia e cuore ad un sogno che fino ad allora mi era stato precluso, la paraplegia e il paracadutismo secondo alcuni erano inconciliabili, per loro no, si sono messi in gioco e la loro professionalità e umanità ha dato il via a quello che oggi non era neanche pensabile.

Il primo lancio tandem: 24 maggio 2009

Indimenticabile, sia perché condiviso con Giulia e Fabio, amici di una vita, che per le emozioni provate. L’adrenalina prima del lancio fu la stessa che mi aveva già accompagnato nei precedenti lanci militari, ma per il resto fu tutto nuovo, l’altezza, la caduta libera, il rumore dell’aria che ti avvolge ed il silenzio durante la navigazione a vela aperta…

fu bellissimo e di nuovo mi innamorai!

Dal 2009 ad oggi i lanci tandem si sono susseguiti e ad ognuno si sono aggiunte emozioni e perfezionamenti sia nella fase di lancio che di atterraggio.

In questi anni coinvolgendo anche l’associazione Spingi La Vita Onlus, a cui dedico parte del mio tempo come volontario, siamo riusciti a far saltare oltre duecento ragazzi di cui una quarantina con varie disabilità.

Questa esperienza mi ha portato a continuare a maturare sia la voglia lanciarmi che quella di condividere con la famiglia e gli amici questo stupendo sport. Ho conosciuto tanti paracadutisti, ritrovato commilitoni e maturato amicizie carnali, e tutti, ognuno a suo modo, hanno contribuito negli anni ad alimentare quella fiamma che oggi arde come non mai e che mi spinge con entusiasmo e determinazione a raggiungere il mio sogno, guadagnarmi la licenza di paracadutista civile.